Se prima eravamo in due a ballare l’Alligalli

Alligalli

“Se prima eravamo in tre a ballare l’Alligalli…” il percorso è all’inverso, diminuiscono i gruppi che vogliono la Pro, ne resterà solo uno al comando. Sarà che al mattino uno si sveglia allegro ma in fin dei conti non sarei così catastrofico sui destini prossimi della nostra amata, con un allenatore ancora da scegliere ed una Rosa da sfoltire, integrare, ringiovanire, restaurare con legna verde. Da un lato ci sono le ambizioni del presidente, restano immutate nonostante la linea giovane, dall’altra ci sono quelle, le ambizioni, degli Innamorati, che vorrebbero il braccino lungo, non così tanto lungo come quello del presidente granata Cairo, capace di costruire nel tempo una squadra in grado di affrontare le competizioni europee e dare continuità alla panchina con Mazzarri. Qui la continuità è nella presidenza, gli allenatori non sono divorati dagli alligatori come in certe piazze calde amazzoniche con presidenti voraci e sterminatori, alcuni cattivissimi ritengono che a Vercelli gli unici ad essere sterminati sono i sogni di gloria dei tifosi o addirittura i tifosi stessi, altro che Alligalli. Ma intanto i tifosi sono pochi e quindi nessuno se ne accorgerà. Avrei qualche nome sull’allenatore, indicazione che è sfuggita alle maglie della discrezione epperò, per ora, non lo esprimo, indico invece quelli che emergono in queste ore nei Social degli Innamorati, Beppe Scienza (ma è un allenatore di fascia alta ), Giannichedda ( è all‘Aprilia Racing), Storgato ( a me piacerebbe perché è un Leone e lavora bene ), Zichella. Ritengo che si debba ancora pazientare un poco. Prendeteli come una manciata di coriandoli che vi arriva nel collo e se vi danno fastidio provate a toglierveli di dosso. Anche perché i ballerini dell’Alligalli potrebbero cambiare ed infine potrebbe essere la nuova proprietà a sceglierlo, l’allenatore. Se così non sarà, continuo a pensare, anche a metà articolo, che non sarà un campionato così deludente, il prossimo della Pro, con Nobile in porta, magari ancora Berra ( il Monza potrebbe orientarsi su Sampirisi), e Milesi, Sangiorgi, Iezzi, De Marino, Quagliata, Della Morte. La difficoltà commisurata all’abilità di chi si occupa del mercato, sarà quella di collocare – in altra sede e senza spargimento di rescissioni sanguinolente – Schiavon, per esempio, o Morra o Comi. Nessuna svendita, nessuno verrà gettato dalla mongolfiera per diminuire il peso della zavorra, questo è già un vantaggio. Quanto alla campagna abbonamenti, questa dipenderà dalla proprietà, da quanto il nome dell’allenatore riuscirà ad infiammare la piazza, da come la Società riuscirà a coniugare l’intenzione di riavvicinare gli Innamorati, modificare la propria natura che non è esattamente quella di trascinare le folle, portarsi su prezzi davvero stracciati. Cinquanta euro in curva per quest’anno sarebbero troppi, davvero troppi, esagerati. Confermando che nella voce di bilancio gli abbonamenti ed i biglietti non incidono più di tanto a Vercelli. Riscrivo quanto già detto, fare come a Terni, abbonamento a 5 euro in curva, dieci in gradinata, 15 in tribuna, a quel punto la palla passerebbe agli Innamorati che non sono né di pietra e né de coccio, almeno per il 50 % del contingente dello stadio Robbiano i prezzi degli abbonamenti dovrebbero essere quelli. E poi si vede. Tendiamoci la mano a vicenda, questo potrebbero essere lo slogan per una stagione di dolcezze, di riappacificazione, con un mister galvanizzatore, un sobillatore di folle, un arruffapopolo, altro che Alligalli. Gli Innamorati in letargo o peggio in sciopero bianco attendono solo un segnale di buona volontà. Speriamo in bene.
Paolo d’Abramo