Un mosaico per la Chiesa di domani. La bellezza della comunione. In libreria l’ultimo volume scritto da mons. Cristiano Bodo

«La Chiesa nasce sotto la croce e cresce grazie alle comunità di cristiani che si radunano intorno alla mensa eucaristica, nello spezzare del Pane e nella Parola, vivendo per primi la comunione con il Signore e tra loro per poi annunciarla come la cosa più preziosa che hanno ricevuto in dono».

«La Chiesa nasce sotto la croce e cresce grazie alle comunità di cristiani che si radunano intorno alla mensa eucaristica, nello spezzare del Pane e nella Parola, vivendo per primi la comunione con il Signore e tra loro per poi annunciarla come la cosa più preziosa che hanno ricevuto in dono». Questa frase, riportata anche sul retro della copertina del libro “Un mosaico per la Chiesa di domani. La bellezza della comunione” (Publycom Editore), riassume il senso dell’ultima fatica letteraria di mons. Cristiano Bodo, vicario episcopale per la pastorale, moderatore della curia vercellese e vescovo eletto di Saluzzo.

«L’idea di scrivere questo agile volumetto – spiega l’autore – nasce da una serie di domande che mi sono posto, anche alla luce dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium di papa Francesco, su quale possa essere il futuro della nostra Chiesa. Interrogativi che partono dalla crisi delle vocazioni, la diminuzione del clero e le conseguenti difficoltà a garantire i servizi religiosi e la presenza sacerdotale sui territori. Ripartendo dalle intuizioni del Concilio Vaticano II, il pontefice ci esorta a costruire una Chiesa “in uscita” che trasformi queste apparenti debolezze in punti di forza. Mi riferisco al necessario e crescente coinvolgimento dei laici nella gestione delle nostre comunità cristiane. Un coinvolgimento che non può che passare attraverso una corresponsabilità».

Nel libro lei insiste su tre parole: oltre alla corresponsabilità, anche sulla sinodalità e sulla ministerialità: per quale ragione?

«Il percorso è logico: la corresponsabilità si genera solo nel solco di un cammino comune tra laici (con le specifiche competenze) e clero, con l’obiettivo di prendersi cura della comunità sotto tutti i profili. Per questo si sta già sperimentando lo strumento dell’équipe ministeriale: un organismo molto operativo in cui i laici si coordinano con il parroco, sempre più impegnato nella cura di un numero crescente di comunità, e con esso definiscono le modalità di gestione delle varie attività quotidiane. Si tratta di un livello in più che non si sostituisce al consiglio pastorale parrocchiale, ma contribuisce ad attuarne le indicazioni».

E poi c’è il tema sempre urgente della formazione…

«E’ cruciale: non c’è prospettiva chiara se non si lavora al discernimento permanente. E questo è un impegno che riguarda in egual misura i laici e i sacerdoti. Nella diocesi eusebiana abbiamo già avviato percorsi di formazione a più livelli per andare incontro alle esigenze delle comunità».

l.s.

Il libro è già disponibile presso le librerie di Vercelli e Saluzzo.